Ogni 28 aprile, il mondo si ferma a riflettere sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e per commemorare le morti avvenute durante lo svolgimento del proprio dovere lavorativo.
La Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro è stata istituita nel 2003 dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) con l’intento di sensibilizzare il mondo intero circa l’assunzione di buone pratiche in tema di sicurezza, oltre alla prevenzione di infortuni e malattie professionali.
Perché è nata la ricorrenza del 28 aprile
Questa ricorrenza non viene celebrata in una data casuale, anzi. Il 28 aprile 1971 è entrato in vigore negli Stati Uniti l’Occupational Safety and Health Act: la legge statunitense in materia di salute e sicurezza, ancora oggi punto di riferimento del quadro normativo statunitense.
La data storica è divenuta nota come Workers’ Memorial Day finché, nel 2003, il 28 aprile è diventato un punto di riferimento per i lavoratori di tutto il mondo.
Il 28 aprile in Italia: che differenza c’è con il Primo Maggio?
Mentre la Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro è una ricorrenza incentrata a livello mondiale sulla commemorazione delle vittime sul lavoro, il Primo Maggio in Italia è una festa nazionale (riconosciuta anche in 26 paesi europei e in Cina) che nasce per ricordare una delle più grandi conquiste sindacali dell’epoca moderna: il limite dell’orario di lavoro fissato a 8 ore.
Come il Workers’ Memorial Day, anche il Primo Maggio nasce negli USA e, nello specifico, in Illinois. A Chicago, dopo lo sciopero del 1° maggio 1886, i lavoratori ottennero (non senza vittime) l’importante traguardo delle 8 ore lavorative giornaliere.
In sintesi: mentre il 28 aprile si ricordano le vittime sul lavoro, il 1° Maggio si celebrano principalmente i diritti e le conquiste dei lavoratori.
Malattie professionali, infortuni e morti sul lavoro: la situazione in Italia
I numeri raccontano una realtà che non può essere ignorata. Nel 2025 – secondo dati INAIL – le denunce di infortunio in Italia hanno raggiunto quota 597.710, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Un dato che, pur non segnando un picco, conferma quanto il tema della sicurezza sul lavoro resti attuale e tutt’altro che risolto.
Anche sul fronte dei decessi il quadro è significativo: nei primi undici mesi del 2025 sono state registrate circa 1.002 denunce, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma pur sempre inaccettabile. Nei primi mesi del 2026 si osserva invece una diminuzione dei casi mortali, a fronte però di un leggero aumento delle denunce di infortunio.
Questo significa che, nonostante alcuni segnali positivi, il numero complessivo degli incidenti resta elevato. Nei soli mesi di gennaio e febbraio 2026, le denunce in occasione di lavoro sono state oltre 63.000, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Numeri che non sono solo statistiche, ma indicano una necessità concreta: continuare a lavorare sulla prevenzione, sull’organizzazione e sulla gestione quotidiana della sicurezza all’interno delle aziende.
Come Egidea può aiutare la tua azienda
La Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro non è solo un momento simbolico, ma un’occasione per riportare l’attenzione su un tema che riguarda ogni realtà lavorativa, ogni giorno.
Al di là delle ricorrenze, la sicurezza non può essere considerata un’attività occasionale o legata solo agli obblighi normativi, ma deve diventare parte integrante del modo in cui un’azienda opera, organizza e cresce.
Egidea affianca le imprese nella gestione concreta della sicurezza sul lavoro, supportandole nella prevenzione dei rischi e nell’organizzazione delle attività in modo chiaro e strutturato.
Dalla valutazione dei rischi alla formazione, fino al monitoraggio continuo degli adempimenti, aiutiamo le aziende a trasformare la sicurezza in un processo quotidiano, concreto e sempre sotto controllo.
The true entrepreneur is a doer, not a dreamer. Innovation is the catalyst that transforms ideas into reality. In today’s fast-paced world, success depends not on just surviving change. Kevin Hooks